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Questo è il primo post dell’anno e sono passati quasi 365 giorni da quando ho ereditato il blog da Luca (il mio primo post risale al 18 gennaio). Come vola il tempo!

Auguri di buon anno a tutti, soprattutto a noi novaresi e che quest’anno (calcistico) sia ricco e pregno di soddisfazioni, un po’ come è stato il 2013, ma fino al 30 giugno. Siamo nelle mani di Fabrizio Larini. Speriamo in bene ed io sono fiducioso. I ragazzi ieri si sono ritrovati per il primo allenamento dell’anno agli ordini di mister Calori. Mentre i nostri eroi sono a Novarello, il nostro DS è all’Ata Hotel a cercare di portare a casa gente con i piedi fini (e con gli attributi) per risollevare questa stagione.

Non ci sono partite all’orizzonte, non c’è niente da dire e lascio ad altri il compito di parlare di calciomercato. E di cosa parlo? Di cosa scrivo?

Saranno almeno tre settimane che ci penso: voglio scrivere qualcosa sulla nostra Primavera, in particolare su quei ragazzi che sono stati catapultati (meritatamente) dal campo 5 di Novarello al numero 4, ovvero quello dove si allenano i Grandi. Sto parlando di Paolo Faragò, Bruno Fernandes, Lorenzo Montipò, Francesco Vicari, Iacopo Manconi e Stefano Beltrame. Una curiosità: tutti e sei ho avuto il piacere (e l’onore) di vederli debuttare tra i professionisti.

Partiamo dal primo, che è stato il primo a debuttare in ordine di tempo. Aveva il numero 24 l’anno scorso e della Primavera ne era il capitano, Paolo Faragò.

Nato a Catanzaro il 12 febbraio 1993 ma novarese fin da quando faceca “pio pio” (come Roberto Pruzzo quando veniva allenato da Oronzo Canà-Lino Banfi in un famosissimo film), ha debuttato in serie B contro il Brescia il 13 ottobre 2012, sabato sera. La cosa curiosa? Entra e dopo pochi minuti serve un assist per Baclet che segna…di pancia, o non so con che cosa. E io dico “Appero’…questo entra e fa così? Chissa cosa potrà fare!”. Cosa potrà fare è semplice: partire spesso titolare e decidere le partite, tipo quella all’ultimo secondo di Novara-Sassuolo toccando di testa il bell’assit di Marianini. 3 a 2 e capolista battuta. Paolo è stato insignito del titolo di “man of the match” da parte di Sky. La scorsa stagione è stato anche convocato in Nazionale Under 20 B, che, ironia della sorte, si allenava a Novarello. E’ stato tra i più positivi in questo pre-campionato, segnando anche due reti contro il Grosseto, le sue prime nella manifestazione. In campionato ha segnato già due reti, all’Avellino e alla JuveStabia. Si attende la sua prima rete in casa stagionale. Ho avuto modo di conoscerlo (quasi) personalmente e posso dire: AVERCENE DI GENTE COSI’. Non solo nel calcio. Le cose negative?: è piu’ alto di me, ha 12 anni meno di me e pesa meno di me. Ma io sono un tifoso e ho l’attenuante. Ah beatà gioventù.

Parlando di Faragò non si può non parlare del suo “gemello”, anche lui al debutto l’anno scorso. Ora gioca in A, ma tre anni fa era arrivato a Novarello per due soldi e ora è accanto a uno come Antonio di Natale: Bruno Fernandes. Novara in A, Primavera azzurra che prende dal Boavista questo ragazzino del 1994. Il ragazzo ha i numeri e “Jack” Gattuso lo porta in “panca” nella sua sciagurata esperienza novembrina. Debutta contro il Cittadella, il Novara è sotto di un gol. Entra al 75′ e in quindici minuti fa più lui che tutta la squadra messa insieme in novanta. Non male. Con l’arrivo di Aglietti, e del 2013, il posto da “trequartista-dietrolepunte-centrocampistaavanzato” è suo. Non glielo toglie nessuno, anche perchè inizia anche a segnare: il suo primo gol è “di rapina” nello storico Spezia-Novara 0 a 6, ne realizzerà altri cinque, tra cui quello dopo neanche un minuto contro il Sassuolo con una sassata da fuori area.

Per un gioco di incastri ora Bruno gioca a Udine e mi ricordo alcuni miei “simpatici” compagni dei distinti che dicevano, quando Bruno non giocava bene (si può anche giocare poco bene a 18 anni eh): “cus ki s’è muntà la testa, cal vaga a giugà a Udine, cal vada via”. Eh si l’Udinese, squadra che fà della scoperta dei giovani talenti la propria miniera d’oro, ingaggia il nostro numero 32 e dal 1° luglio è un giocatore a metà tra i friulani e il Novara.

La prima parte di stagione se la fà in panchina, o in tribuna, e si vociferava che sarebbe stato messo in discussione a gennaio. Era ottobre, ma da novembre (coincidenza?) mister Guidolin lo mette dentro e…non lo toglie più. Contro il Napoli addiritura segna la sua prima marcatura in serie A. Che bello sentire dire in televisione “…eh sì, Bruno Fernandes l’anno scorso con il Novara ha fatto un bel campionato…”. Noi, tifosi di provincia ci teniamo a queste cose. E non vi nascondo che quando farò il mercato di riparazione del fantacalcio farò un pensierino a lui…

Gli altri due giocatori al debutto in B l’anno scorso “calcistico” lo hanno fatto entrambi nella stessa partita, l’ultima del girone di ritorno, Novara-Virtus Lanciano del 18 maggio, con gli Azzurri che sarebbero rimasti quinti in classifica anche perdendo con tremila reti di scarto, ma per gli abruzzesi quella era la partita della possibile salvezza in B. Non è finita 3000 a 0, ma 1 a 1. I debuttanti sono stati dal 1′ il terzo portiere Lorenzo Montipò e il terzino destro Francesco Vicari dal minuto 86.

Montipò è un nuares del 1996, anzi proprio il primo dell’anno è diventato maggiorenne, mentre Vicari è di Roma ed è dell’agosto 1994. Lorenzo ha fatto la trafila delle giovanili azzurre, meritandosi il debutto in Prima squadra, mentre l’ex numero 34 (ora ha il 13) arrivava dai pari età del Taranto. Per i due la partita più inutile della stagione (secondo la maggior parte dei tifosi), rimarrà per sempre nella loro mente e nei loro ricordi. Lorenzo si è preso anche un gol, ma ha fatto almeno tre interventi decivisi, Francesco non si è fatto segnalare particolarmente, anche perchè la partita si era conclusa con la rete di Rubino.

La nuova stagione vede Montipò fino al 1° settembre secondo portiere, mentre Vicari un “Primavera aggregato alla Prima squadra”. Lorenzo diventa il “terzo” e rimane in Primavera subendo anche un grave infortunio, mentre Francesco inizia ad essere convocato da Aglietti in panchina. Il nostro gioca fino al 21 dicembre un’ottantina di minuti in tutto. Perchè “fino al 21 dicembre”? Eh sì, perchè al 35′ del primo tempo Francesco entra in campo per un “confuso” Daniele Mori e il suo compito, nella difesa a 3, è stato quello di marcare uno come Francesco Tavano, di quindici anni più vecchio e con altrettanti anni di esperienza in più…e Francesco spesso gli ha impedito di chiudere in porta. Penso che Vicari questo 2014 giocherà diverse partite (France’, se mai leggerai questo post, non “grattarti”, ti prego).

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Last but don’t least, all’inglese, l‘ultimo giocatore della Primavera a giocare quest’anno. E proprio all’ultima giornata del girone di andata, anche se in estate aveva giocato gli ultimi minuti del match di Coppa Italia contro il Grossero. Il suo nome è Jacopo Manconi e di professione fa…il bomber della Primavera. Manconi giocava due anni fa in una squadra del campionato di Eccellenza lombarda e faceva i numeri. Gli osservatori del Novara lo vedono, annotano il suo nome sui loro taccuini e lo portano a Novarello. Aglietti lo porta a Morgex ma non in gita, facendogli fare tutta la preparazione. Il suo sostituto, Calori, lo fa invece debuttare tra i professionisti, contro il Bari. Ovviamente la partita contro il Bari non era come quella di agosto contro il Grosseto: là si vinceva in scioltezza, il 29 dicembre invece faceva tanto “freddo”, ma non solo perchè era fine dicembre. E invece il numero 28 è entrato, ha fatto molto di più dei suoi compagni, vincendo molti duelli. Ed è anche andato vicino al gol. Jacopo non temere, arriverà anche il tuo momento…se le premesse sono queste.

Un attento lettore direbbe: “Come Manconi è l’ultimo? E Beltrame?”. Certo, ma Stefano Beltrame merita un discorso a parte. Innanzitutto non ha mai giocato in Prima squadra, ma solo in Primavera. Ma dalla Primavera azzurra è passato direttamente…alla Juventus, Primavera. E con i giovani torinesi ha vinto nel 2012 il prestigioso “Torneo di Viareggio”, segnando il gol del vantaggio contro la Roma nel 2 a 1 finale. E ho anche avuto l’onore di vederlo debuttare tra i professionisti. Era quasi un anno fa, il 26 gennaio, ed ero allo “Juventus Stadium” ad assistere con il mio amico Maurizio, al suo debutto nello stadio della Juventus, a Juventus-Genoa. Al minuto 82 Antonio Conte richiama in panchina Claudio Marchisio e fa debuttare uno sconosciuto (Maurizio ed io pensiamo di essere tra i pochi a sapere chi fosse in realtà questo Beltrame) biellese classe 1993 con il numero 35 sulla schiena. Era proprio lui, il ragazzo della Primavera del Novara. Ne ha fatta di strada eh. Con il mercato estivo la Juve lo ha mandato in B a Bari, dove ha avuto però poche occasioni per mettersi in mostra.

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Ho solo menzionato il vero artefice di tutti questi “debutti”, ma meriterebbe un post intero: Giacomo Gattuso, l’allenatore dell Primavera. E’ anche grazie a lui se questi giocatori sono diventati quello che sono. E credo che glielo abbiano detto.

Nel febbraio 1981 Loretta Goggi era al Festival di Sanremo che cantava una delle più belle canzoni della storia della musica italiana, “Maledetta primavera”. Parafrasando il celebre ritornello, la dedicherei ai nostri giocatori…e che il futuro sia con loro.

…che imbroglio se…per innamorarsi bastano 90 minuti…

che fretta c’era, Benedetta primavera? che fretta c’era, se fai godere tutti noi…

Simone Balocco*

*da quest’anno ho deciso di firmare con il mio vero nome e cognome i pezzi che pubblico, lasciando “Simone dei Distinti” solo come account di wordpress e del “Muro”.

 

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Buon Natale, Ace

Francesco-Acerbi-Sassuolo-2013_3053872Vorrei parlare della partita di sabato pomeriggio, vorrei parlare del Novara “leone” del secondo tempo, vorrei parlare dell’infortunio di Lele Rubino e del “boxing day” contro il Varese. Vorrei, ma non voglio, perchè vorrei scrivere un post dedicato ad un giocatore che in queste ultime settimane è apparso (purtroppo) molte volte sui giornali, calcistici e non. Parlo di Francesco Acerbi.

Come mai scrivo un qualcosa su un giocatore che non conosco? Semplice, perchè Francesco Acerbi, milanese di Vizzolo Predabissi, da qualche mese sta lottando su un campo di calcio “particolare” contro un avversario molto difficile da battere: un tumore ai testicoli. Dopo la terribile diagnosi, il difensore (anzi, l’uomo) ha subito un intervento scorso luglio subito dopo le visite mediche, è tonrato a giocare ma il Male è tornato a farsi sentire, in quanto si è presentata una”recidiva linfonodale della neoplasia”. Così dicono i medici.

Calcisticamente Acerbi non è legato a Novara e al Novara, se non aver visto segnare Marco Rigoni al volo il 5 giugno 2011 quando militava nella Reggina. Da lì, il suo approdo in serie A: Chievo, Milan, ancora Chievo e ora Sassuolo. Una cosa in comune ce l’ha anche se alla lontana, essendo compaesano di Tiziano Polenghi, anch’egli nato Vizzolo Predabissi, nel Milanese al confine con il Lodigiano. E col nostro ex terzino destro ha in comune anche la “vestizione” della maglia del Sassuolo.

Il suo passaggio ai neopromossi emiliani sarebbe dovuto essere la sua definitiva esplosione nella massima serie. Ed invece, durante le visite mediche di rito dello scorso luglio, gli viene diagnosticato ciò che nessuno di noi vorrebbe gli venisse detto: “ragazzo, hai un tumore”. Una persona quando sente queste notizie ha due alternative davanti a sè: o si chiude in sè stessa e diventa passiva, o prende in mano la propria vita (e il proprio destino) e combatte. Francesco, combatte. Ma due settimane fa la batosta: positività all’antidoping. Oltre al danno, la beffa. E sì, perchè sicuramente la sostanza che ha preso (la “gonadotropina corionica”, come riporta il referto dell’antidoping) non lo avrà fatto correre di più o rendere più efficace nella marcatura di un attaccante, ma quel farmaco lo ha aiutato per un qualcosa di molto più bello ed importante, V-I-V-E-R-E. So che la Procura anti-doping deve fare il suo mestiere e “Ace” potrebbe rischiare anche due anni di squalifica. C’è da sperare che la sua sia una produzione “endogena”. “Sperare”, la parola che accompagna le persone malate. Che brutta cosa!

Essendo anche un tifoso di calcio, sono vicino ai miei “colleghi” del Sassuolo che ieri al “Mapei Stadium” hanno presentato un’unica coreografia: ogni tifoso al momento dell’entrata in campo delle squadre (per la cronaca, Sassuolo-Fiorentina) aveva un mano un foglio di carta con la scritta “Ace combatti”, per una coreografia particolare. Il giocatore, ieri non in campo, ha apprezzato vistosamente, commuovendosi. Lo stesso hanno fatto ieri i giocatori del Milan prima del derby, indossando una maglia con la scritta “Acerbi non mollare”. Un bel gesto che magari non lo guarirà al più presto, ma che almeno gli allevia il dolore e la paura.

Per questo ho voluto dedicare queste poche righe all’Uomo, prima ancora che al calciatore, Francesco Acerbi augurandogli un buon Natale, anche se presumo sarà un pò diverso rispetto agli ultimi che ha festeggiato. L’augurio va anche ai suoi genitori e alla sua compagna/moglie.

Forza Ace, non mollare. Lottiamo tutti insieme a te.

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